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Lesione del Plesso Brachiale

Siamo il centro specializzato e rinomato per la chirurgia del plesso brachiale, dove offriamo trattamenti all’avanguardia e un’assistenza di alta qualità per tutti i nostri pazienti.

Lesione del Plesso Brachiale

Informazioni per i pazienti

Le lesioni del plesso brachiale rappresentano una condizione complessa che può compromettere in modo significativo la funzionalità del braccio, della spalla e della mano. Presso il nostro Centro per le Lesioni Nervose Periferiche, offriamo una valutazione specialistica e un percorso terapeutico personalizzato per ogni paziente.


Cos’è il plesso brachiale?

Il plesso brachiale è una rete di nervi che nasce dal midollo spinale a livello cervicale e si estende verso il braccio, controllando i muscoli della spalla, del gomito, del polso e della mano, oltre a veicolare la sensibilità cutanea di queste aree.
Una lesione può verificarsi in seguito a:

  • Traumi ad alta energia (incidenti stradali, cadute, traumi sportivi)

  • Complicanze ostetriche alla nascita (paralisi ostetrica)

  • Compressioni o trazioni prolungate

  • Interventi chirurgici sul collo o sulla spalla


Sintomi più comuni

I sintomi variano in base all’entità e alla sede della lesione:

  • Perdita di forza o paralisi del braccio o della mano

  • Riduzione o assenza di sensibilità

  • Dolore neuropatico (bruciori, scosse, formicolii)

  • Difficoltà nei movimenti fini (come afferrare oggetti)


Percorso diagnostico

Una corretta diagnosi è fondamentale per definire la strategia terapeutica.

Esami clinici richiesti:

  • Risonanza Magnetica (RMN) del plesso brachiale (senza e con mezzo di contrasto)

  • Elettromiografia (EMG) e velocità di conduzione nervosa (ENG) di arto superiore e spalla

  • Ecografia della cuffia dei rotatori, se disponibili o richieste

  • Referti di pronto soccorso o dimissioni ospedaliere

  • Verbali di incidenti o valutazioni medico-legali (se disponibili)

Durante la visita, verrà eseguito un esame obiettivo dettagliato da parte del chirurgo e potranno essere richiesti esami aggiornati se la documentazione è incompleta o datata.


Quando è indicata la chirurgia

La chirurgia è indicata nei seguenti casi:

  • Lesioni complete o gravi senza segni di recupero spontaneo entro 3-6 mesi

  • Avulsioni radicolari o lesioni tronculari documentate

  • Dolore cronico resistente alla terapia medica

  • Insuccesso del trattamento conservativo

Tipi di interventi:

  • Neurorrafia diretta (sutura tra i monconi nervosi)

  • Innesti nervosi (nerve graft): in alcuni casi il nervo lesionato non può essere suturato direttamente perché vi è una perdita di sostanza nervosa. In queste situazioni, si ricorre all’innesto di un segmento di nervo prelevato da un’altra area del corpo del paziente (solitamente il nervo surale dalla gamba), che viene interposto tra le estremità lesionate per ristabilire la continuità e favorire la rigenerazione nervosa.

  • Trasferimenti nervosi (nerve transfer da altri nervi sani): quando non è possibile riparare direttamente il nervo lesionato, si può prelevare un nervo funzionante meno importante (come un ramo del nervo intercostale o del nervo accessorio) e collegarlo al nervo danneggiato. Questo permette al nuovo nervo di “insegnare” al muscolo come muoversi, favorendo il recupero della funzione.

  • Trasferimenti tendinei (in fase secondaria): in alcuni casi, quando non è più possibile ottenere un recupero adeguato attraverso la chirurgia nervosa, si possono trasferire tendini da muscoli funzionanti verso quelli paralizzati. Questo permette di ripristinare alcuni movimenti fondamentali del braccio o della mano, come la flessione del gomito o l’estensione del polso. Si tratta di una strategia utile nei casi più avanzati, con l’obiettivo di migliorare la funzionalità e l’autonomia del paziente.


Il nostro approccio multidisciplinare

Il nostro centro offre un ambiente coordinato e specialistico, con la presa in carico congiunta di:

  • Chirurgo ortopedico specialista in microchirurgia e neurochirurgo

  • Fisiatra 

  • Neurofisiologo

  • Radiologo

Durante la prima visita, viene elaborato un piano diagnostico e terapeutico personalizzato. Il paziente viene seguito passo dopo passo nel percorso di recupero, anche nella fase post-operatoria e riabilitativa.

Tabella dei Contenuti

Come viene fatta la diagnosi?

Serve una valutazione specialistica. Usiamo:

  • visita clinica approfondita,

  • elettromiografia (EMG),

  • risonanza magnetica (RMN),

  • altri esami mirati  come ecografia dei nervi per capire quali nervi sono coinvolti 

Alcune lesioni lievi possono migliorare spontaneamente nel tempo, ma nei casi più gravi è necessario intervenire chirurgicamente. Una valutazione precoce è fondamentale per decidere il giusto percorso.

Dipende dalla lesione. Le opzioni includono:

  • terapia conservativa e riabilitazione,

  • interventi di microchirurgia nervosa (come trasferimenti nervosi) e ricostruzione con prelievo di nervi da altre parti del corpo (es. nervo surale),

  • ricostruzioni complesse nei casi più gravi come l’utilizzo della radice controlaterale C7

L’intervento è eseguito da specialisti in microchirurgia dei nervi. Si svolge in anestesia generale e non provoca dolore durante la procedura. La riabilitazione è parte integrante del percorso

La rigenerazione nervosa è lenta: si parla di mesi. I primi segni di recupero possono comparire dopo 6 mesi, e i miglioramenti continuare per 1–2 anni. Ogni caso è diverso.

È importante:

  • seguire un programma di fisioterapia personalizzato

  • elettrostimolazioni  in particolare su denervato

  • mantenere attivi i muscoli per prevenire retrazioni

  • tutorizzaizone adeguata della mano e dell’arto superiore

  • proteggere l’arto da traumi

  • mantenere un contatto costante con il nostro team